Ul cuore verde sul mare: Le tante trasformazioni dell’area fra Grand Hotel e Kursaal

“A rendere vieppiù grato il soggiorno su questa amena spiaggia si aggiunge la rigogliosa vegetazione delle numerose e varie piante disposte con vaghi disegni, le quali circondano da ogni parte lo Stabilimento, che massime nelle sere di maggior concorso presentasi bello e incantevole per le molteplici fiaccole a gas, e ad illuminazione elettrica che sfarzosamente illuminano i piazzali, le sale, la piattaforma e il grande viale che unisce la città al mare”. Così si legge nella Guida storica artistica di Rimini di Luigi e Carlo Tonini del 1909 a proposito dei giardini ornamentali prospicienti l’area che la società S.M.A.R.A. avrà in gestione per venti anni (dal 1908) nel prestigioso cuore della Rimini balneare, con il neonato Grand Hotel dell’architetto Somazzi nel luogo della demolita Capanna Svizzera e l’imponente Kursaal con le sue 250 stanze, i saloni affrescati e le terrazze ‘babilonesi’ ad esercitare il suo fascinoso richiamo.
Le trasformazioni del parco sono state numerose e subordinate ai vari piani di intervento sulla fascia litoranea. Nel 1930 l’area prospiciente il piazzale a mare davanti al Kursaal era decorata con aiuole fiorite, quello verso la città, contenuto tra le palazzine Roma e Milano e la fontana dei cavalli, divenuto subito il salotto buono per le manifestazioni e la mondanità, si amplia e arricchisce di verde ornamentale.
Dopo la guerra si dovette metter mano a profondi cambiamenti su tutta l’area.
Il fiorentino Pietro Porcinai (1910-1986) architetto e paesaggista tra i maggiori del ‘900 italiano, si è occupato per l’intero arco della sua vita professionale di soluzioni ‘verdi’ in sedi diversificate e molteplici. Dal giardino al parco urbano, dall’area industriale al villaggio turistico sempre con una sintesi mirabile tra natura e geometria. A Rimini nel 1938 aveva curato e ripristinato il parco della Villa des Verges; fu poi l’artefice della redazione del progetto dei giardini di Marina centro, quando nel 1948 si rese necessario, dopo l’abbattimento del Kursaal, un intervento di riqualificazione dell’area sino alla grande rotonda sulla litoranea divenuta il prolungamento del Viale Principe Amedeo.

Un grande architetto per il parco
Il piano botanico del paesaggista Pietr o Porcinai

Quando Pietro Porcinai fu chiamato a intervenire sui giardini di Marina centro, la prospettiva era ormai orfana della grande quinta del Kursaal eretto in forme neoclassiche da Gaetano Urbani nel 1873, simbolo romantico e scomodo, sopravvissuto a diverse stagioni, dalla belle epoque al ventennio, ai bombardamenti della guerra.
L’architetto Porcinai aveva previsto, nei suoi studi e disegni per i giardini di Marina, estensioni di verde (aiuole a doppio T) cordonature di siepi e alberi specialmente sui fronti delle strutture alberghiere in essere (Grand Hotel) e quelle previste nel piano di Bega e Vaccaro che dal 1947 avevano avuto incarico di redigere una soluzione urbanistica della Marina. Si trattava di complessi alberghieri e commerciali che insistevano su un lotto attiguo all’area del parco.
Il Porcinai previde anche il verde del parco del Grand Hotel, privilegiando alberature adatte al clima marino con grande predilezione per lecci, tamerici,pioppi, pini d’Aleppo. Le numerose trasformazioni successive hanno reso difficile leggere il piano ‘botanico’ e la distribuzione delle aiuole come le aveva progettate Porcinai; oggi si nota una prevalenza di pini marittimi come non mancano tra gli alberi ad alto fusto le querce.

Niente più che ordine e decoro

Da anni si reclama una sua valorizzazione in virtù del suo ruolo di giardino ‘storico’ della Rimini balneare. Ci sono ancora le erme bronzee dei padri fondatori del nostro turismo (Tintori, Baldini, Mantegazza, Murri); si accende periodicamente di riflettori per le manifestazioni anche di risonanza nazionale che lo trasformano in un palcoscenico ‘naturale’ con lo sfondo del mare e degli edifici simbolo (il Grand Hotel, le ristrutturate palazzine Roma e Milano e la fontana dei Cavalli ricollocata nel 1983 per merito dei battaglieri interventi di Umberto Bartolani), ma del parco già Indipendenza ora Federico Fellini si riceve, oggi, un’immagine di contenuto decoro, di manutenzione ordinaria, appena stemperata dall’apertura al pubblico del giardino del Grand Hotel, mentre richiederebbe un più sostenuto impegno anche sul versante vegetazionale e vivaistico.

di Annamaria Bernucci