Monadi e cori sono le immagini opposte al centro del 41/o festival di Santarcangelo (8-17 luglio) che quest’anno, diretto da Ermanna Montanari, conclude un triennio guidato a ‘tre mani’ (Societas Raffaello Sanzio, Motus e Teatro delle Albe) in cui è tornato a chiamarsi del Teatro in Piazza, ma con la maiuscola. Monadi come assoli, di pensiero e non solo, come quello di Sonia Bergamasco dalla sala del Consiglio comunale, che presenta ovviamente un Discorso, ma privo di parole e intriso – si promette – di lucida follia (il 10, prima assoluta). O come il Bello Mondo (8-10 e 15-17, prima assoluta) di Mariangela Gualtieri che si fa ‘muezzin’ della poesia dall’alto della torre campanaria: lancerà al tramonto versi che risuoneranno anche del suo lavoro sull’amplificazione della voce. Tra i cori, la particolare ‘Chiamata pubblica’: un ‘popolo di sedie’ donate al festival dai teatri italiani, chiamati appunto a raccolta “in un momento così difficile per le sorti della cultura del Paese”, per dare corpo alla ‘visione’ della ‘triade’ di direttori artistici, “la piazza centrale di Santarcangelo come una platea a cielo aperto”. Decine i teatri che hanno condiviso, inviando un’infinità di sedie. Ma c’é anche l’Eresia della Felicità voluta dalla Montanari: un ‘coro’ majakovskjiano di duecento adolescenti provenienti da diverse città d’Italia e da Belgio, Senegal, Brasile, Stati Uniti per abitare lo Sferisterio durante tutta la rassegna. Quest’ultimo è uno dei ‘tre doni’ ideati per il festival dalle altrettante compagnie che hanno segnato la direzione artistica 2009-11. Se l’ultimo tassello è della Montanari, il primo era stato di Chiara Guidi della Raffaello Sanzio che ora (15-17, prima assoluta) prosegue la propria analisi della parola dedicata all’orecchio infantile con una lettura musicale della fiaba russa ‘L’uccello di fuocò. Il secondo tassello era di Enrico Casagrande dei Motus, che ora rilanciano la vocazione rivoluzionaria del Living Theatre, lavorando con Judith Malina all’evento ‘The Plot Is the Revolution’ (8-10, prima assoluta). Confermata dunque la vocazione internazionale del festival: molte presenze arrivano anche da Giappone, Ungheria, Germania, Bulgaria, Gran Bretagna, Cecoslovacchia, Canada, Lettonia, Finlandia, Francia, Stati Uniti. Ad esempio, la collaborazione con la Quadriennale di Praga, con cinque artisti del progetto Intersection (8-17, prima italiana) che usano le diverse arti per offrire un ampio spettro di performance. Tra altre presenze, Armando Punzo, Virgilio Sieni, poi quella di Goffredo Fofi: Un’idea di Rivoluzione, il 16, e in chiusura con il Premio Lo Straniero legato all’omonima rivista che dirige. Prosegue poi la collaborazione con il Premio Scenario, le cui finali si terranno a Santarcangelo dall’11 al 13. Confermata anche la relazione con RaiRadio 3 che trasmetterà Pantagruel in diretta da piazza Ganganelli (16 e 17). Ci sono anche le ‘miniature’ (ingresso gratuito): opere video, canti e musiche dai balconi e nelle tipiche grotte tufacee, una festa della radio, racconti notturni, concerti itineranti ‘cuciti’ nella mappa di un festival che si confonde con la cittadina. Nella migliore delle tradizioni a Santarcangelo.

Fonte: altarimini.it